Chi sono

Annamaria Nappo

Mi chiamo Annamaria Nappo, lavoro e studio da più di trent'anni il linguaggio del corpo e dell'anima, cercando la loro integrazione e armonia.

Per questo ho approfondito vari linguaggi che traducevano i simboli dell'inconscio, rendendo più leggera la consapevolezza dei disagi.

Ho iniziato con la laurea in Medicina e Chirurgia per capire che mancava una parte fondamentale e cioè tutta la parte psicologica.

Mi sono cosi specializzata in Psicoterapia e Psicosomatica: ho frequentato la Scuola di Analisi Immaginativa di Cremona.

Ho continuato la formazione aggiungendo Training Autogeno inferiore e Superiore, perché è importante imparare a sciogliere le tensioni per liberare la mente dai pensieri disturbanti, che ci impediscono di vivere serenamente e non ci mettono in contatto con la nostra parte creativa e libera, ma ci imprigionano in vecchi fantasmi e ci procurano ansia e stress.

Ho imparato poi le tecniche di ipnosi per rendere più agevole il contatto con la nostra parte più profonda.

Ho poi seguito un master in Sessuologia e approfondito il dolore cronico femminile e il trattamento della vulvodinia.

Mi occupo di tematiche di genere e di omosessualità.

Ho conseguito il diploma in Danzamovimentoterapia perché credo che un corpo libero di muoversi, scioglie i nodi delle tensioni interne: un corpo elastico racchiude una mente elastica.

Ho conseguito il master di 1 e 2 livello in E.M.D.R., tecnica per le rimozioni dei trami recenti e pregressi, utle negli attacchi di panico.

Ho acquisito il diploma europeo in Omeopatia, Omotossicologia e Medicina Biologica, per aiutare il corpo a scoprire e attivare le proprie risorse sia psichiche e mentali, che porta all’approccio psicosomatico.

Tutti questi percorsi formativi mi hanno portato a lavorare con tutto ciò che richiama l'inconscio collettivo e parla della storia dell'uomo.

Lavoro con i miti, le fiabe, le danze sacre in cerchio consapevole che la nostra anima è vasta e fantasiosa e chiede aiuto in tanti modi e in tanti modi la possiamo curare.

E tanto ho imparato dai miei pazienti ai quali cerco di rendere più leggero e facile l'approccio ai loro disagi, creando con loro un'alleanza fatta di rispetto, non giudizio e ascolto reciproco.