DanzaMovimentoTerapia Immaginativa

DanzaMovimentoTerapia Immaginativa

Nel mio lavoro utilizzo e integro due percorsi importanti della mia formazione di Psicoterapeuta. La mia formazione in Analisi Immaginativa presso l’istituto di Analisi Immaginativa - Scuola Superiore di Formazione in Psicoterapia - Cremona, utilizzando il materiale didattico del Prof. Balzarini e la mia successiva formazione in DanzaMovimentoTerapia con Paola De Vera d’Aragona, che utilizza la DMT in chiave simbolica.

La mia metodologia può essere definita DanzaMovimentoTerapia Immaginativa.

Si tratta di una psicoterapia che da un lato prende spunto dai temi simbolici di attivazione dell’Immaginario, intendendo per Psicoterapia dell’Immagine:

"... Ogni metodo di esplorazione psicologica o di Psicoterapia nel quale, trovandosi il soggetto rilassato e messo in stato iponoide, appaiono spontaneamente o su induzioni Immagini mentali, visive o no, che tendono ad articolarsi secondo uno svolgimento drammatico e nel quale il soggetto verbalizza le sue sensazioni e i suoi stati di coscienza in presenza di un operatore... Quello che conta è far si che l’immaginario venga messo in movimento attraverso l’invito al paziente a muoversi nello spazio tridimensionale sia lungo l’asse verticale della salita e della discesa che lungo la direttrice orizzontale del procedere in avanti e dal girare a destra e a sinistra... " (GianMario Balzarini – Temi simbolici di attivazione dell’Immaginario), e dall’altro nella DMT in chiave simbolica.

"... Si tratta di un modello di intervento terapeutico strutturatosi nel corso degli ultimi venticinque anni, che da un lato affonda le sue radici nei concetti di simbolo, archetipo ed immagine (C.G.Jung) e dall’altro si basa sui contributi della psicologia transpersonale di A.Maslow e R.Assaggioli e sul concetto di medicina archetipica (Ziegler). In un ottica psicosomatica l’inconscio è “psichico” e “corporeo”: il linguaggio dinamico del corpo, il movimento, è prettamente legato alla sfera interiore che “rappresenta in forma simbolica. Il corpo, visto in chiave simbolica, è composto di organi e apparati che sono “depositi” di archetipi, entità universali somatizzate che si collocano in quell’eterno presente in cui regnano, intessuti dall’analogico, il mito, la fiaba e il rito..." tratto dalla introduzione di Antonella Adorisio e M.E. Garcia DanazamovimentoTerapia (modelli e pratiche nell’esperienza Italiana).

Faccio mie le parole di M.L.Von Franz:

"Se si riesce a far magicamente emergere il giusto tipo di simbolo con la pittura, la scrittura, la rappresentazione visiva, la danza oppure la musica, si può costellare l’inconscio"

 

Procedure elaborative

Le procedure del mio lavoro sono in comune con tutti i lavori di presa in carico di un paziente o di un gruppo di pazienti.

  1. Accoglienza e osservazione
  2. Comprensione empatica e scelta degli obiettivi
  3. Trasformazione e valutazione del processo terapeutico

 

DanzaMovimentoTerapia Immaginativa

Si tratta di una Psicoterapia a mediazione corporea che necessita di alcuni colloqui individuali per accogliere i bisogni e formulare una diagnosi che sarà integrata da un ascolto, un’osservazione della lettura del corpo e del movimento.

  • Lettura del corpo: attraverso una diagnosi psicocorporea e analisi caratteriale secondo W.Reich e A.Lowen
  • Lettura del movimento (corpo e movimento, direzioni, estensioni, tempo, Effort-Flow) secondo R.Laban e secondo DMT in chiave simbolica

 

Percorso di lavoro

  • Si forma il gruppo accolto singolarmente e introdotto nello “spazio” del lavoro a più voci: inizia così a formarsi il setting di lavoro di DMT
  • Si inizia sempre con la formazione del cerchio sacro che da il limite dello spazio dei partecipanti e inizia a dare una valenza simbolica a tutto il lavoro (vedremo come la semplice formazione del cerchio ci trasmette il senso di appartenenza e come scioglierlo per lavorare singolarmente per poi ritornare a formarlo ci invita ad interiorizzare come è possibile essere individui e gruppo in un percorso di autonomia)
  • Come in una seduta di analisi immaginativa prepariamo l’inconscio, mettendo a proprio agio il corpo e rilassandolo mettendolo in condizione di Immaginare, così in questo lavoro si prepara il corpo, che è freddo, e lo si aiuta a sciogliere tutti i muscoli e le tensioni
    • Secondo il lavoro che andiamo a proporre si inizia la preparazione del corpo- che ha sempre alla base uno scioglimento muscolare semplice (stretching, movimenti mobilizzanti, respirazione, e soprattutto autopercezione) per iniziare l’esperienza del confine di sé, funzione complessa a cavallo tra schema corporeo e Immagine corporea, fondamento dell’Identità come esperienza di continuità e di trasformazione. (Una buona preparazione, a volte, è anche una seduta intera: l’autopercezione è un lavoro che risveglia immagini e ricordi….)
    • Obiettivo del riscaldamento è accompagnare il corpo all’interno dell’esperienza Immaginativa
    • Un corpo adeguatamente “mobilizzato” si muove, cammina, esplora lo spazio e così si attiva rapidamente il processo esplorativo integrativo secondo un riscaldamento semistrutturato ( V.Bellia)
    • In questa fase si mettono le basi del lavoro Immaginativo che si andrà a proporre, si guida il corpo a muoversi secondo valenze simboliche: destra – sinistra, Alto – Basso, Lento – Veloce, Avanti – Dietro con accompagnamento e sottofondo musicale che sollecita nella stessa direzione simbolica (Tamburi, arpa o musica lenta, rilassante, vivace, classica, erotizzante etc.)
  • Il gruppo viene portato così a muoversi e a strutturare una danza, a seguire la musica spontaneamente, o a formare piccole coreografie o a muoversi senza schemi o a ballare in cerchio, secondo le indicazioni del conduttore che a volte sollecita di imitarlo, a volte li coordina, a volte da indicazione sui movimenti, a volte si allontana..…..per arrivare così alla fase successiva della consegna che sarà danzata. – Pian piano il gruppo è pronto ad accogliere la consegna che sarà diversificata secondo il lavoro del gruppo
  • L’ultima fase è quella del ritorno alla realtà tramite un tempo di rilassamento corporeo per poi condividere in gruppo con la parola, con il disegno o con la costruzione di un elaborato con vari materiali; per capire il senso dell’esperienza che ha unito corpo, anima, nozioni e che ci ha permesso di essere soli e unici nell’esperienza, ma consapevoli degli altri rispettando il proprio spazio e quello del gruppo

 

Percorsi diversi

  • Un percorso di DMTIM, dove la consegna sarà “un tema simbolico di attivazione dell’Immaginario secondo G. Balzarini. E’ questo un lavoro psicoterapico del profondo dove i pazienti hanno, durante il percorso, anche colloqui individuali di approfondimento se emergono problematiche complesse. Questo lavoro porta ad attivare le proprie immagini profonde e così il gruppo costruisce le proprie fiabe personali e di gruppo che verranno danzate, così come verranno attribuiti i personaggi e danzati e dove ognuno sarà libero di danzare il proprio personaggio interno o di trasgredire e modificare un personaggio della storia dell’altro (il percorso ha cadenza annuale)
  • Un percorso monotematico con titoli – canovacci dove si somministrano gli stessi temi simbolici che portano alla danza rituale. (Laboratori di una o più sedute)
  • Laboratori di danze sacre, meditative, Fiori di Bach, rituali che hanno un ricco bagaglio di suoni, musiche, ritmo, movimento forme sacrali e simboliche, dando vita, in tal modo, ad un’esperienza che da una parte coinvolge pienamente il corpo come la mente e l’anima, e dall’altra favorisce l’incontro armonico con gli altri (Joice Dijkstra). L’importanza dei simboli nei processi terapeutici è universalmente riconosciuta nella DMT oltre a F.Schott- Billmann, Paola De Vera d’Aragona, anche G. Chodorow sostiene che l’immaginazione attiva, attraverso il movimento, può indurre a vivere un’esperienza archetipica. Secondo C. Garrone le danze tradizionali agiscono:
    • nelle dimensioni del corpo, del tempo e dello spazio
    • a livello individuale (rendendo possibile l’unione corpo-spirito)
    • a livello di gruppo (favorendo la relazione, l’interazione, il rapporto, lo scambio)
    • a livello culturale (rafforzando l’identità, l’appartenenza, il riconoscimento)
    • a livello transculturale (confrontandosi con l’universale, il trascendente, il sacro)

Nelle sedute di DMTIM spesso si utilizza una danza meditativa, o rituale, o dei Fiori di Bach come “riscaldamento” per andare così ad attingere alle nostre immagini archetipiche.

In questo modo è appropriata la definizione delle fiabe individuali e del gruppo come “archetipiche” perché provengono dalle nostre origini antiche e travalicano il personale.